Scheda libro
Non la fine, né il fine
Sinossi
Per lontani, lontanissimi, giri, il tempo parla con parole remote, di stagione in stagione, nei richiami alti dei migratori, nelle foglie tremanti, nei fiumi che hanno sillabe montuose, nel mare che le ha verdi, azzurre, bianche e tutto torna, come sa tornare, tutto dilegua, come deve fare…
Biografia
Giovanni Parrini è un poeta che cerca nel visibile la via per l’invisibile, nella finitezza delle cose e nello scorrere del tempo la dimensione dell’infinito. Una ricerca ardua, disseminata di dubbi, di esitazioni, smarrimenti. Gli uomini paiono sperduti in un mondo di cui ignorano il senso, e in cui sembra prevalere la legge della sofferenza, che non risparmia nemmeno la materia inerte, o gli oggetti della nostra vita quotidiana, come il lampeggiante di un’autoambulanza che all’improvviso sembra percepire «il volto vero» del fato. Eppure, proprio questo è il compito che Parrini assegna alla poesia: vincere l’aridità del cuore, l’indifferenza dello sguardo, spingersi «nell’oltre delle cose», come recitava il titolo del libro precedente. Questo doppio movimento – della mente che indaga e giunge alla percezione di un nulla cosmico; del cuore che si ribella, e s’inoltra per vie nuove, che aprono a una forma più misteriosa di conoscenza – si rispecchia nel movimento strappato dei versi, ora brevissimi ora lunghi, quasi al limite del respiro. Una poesia di natura meditativa e di forte tensione metaforica, che obbliga il lettore a confrontarsi con il significato della vita, a discendere nelle profondità del tempo e della memoria, «affinché – come leggiamo nei versi conclusivi della raccolta – dilaghi l’invisibile nelle nostre evidenze».